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| Aumento tassi BCE e impatto tendenziale sui mutui |
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25 luglio 2011 Il recente aumento del tasso BCE e le prossime mosse della Banca Centrale Europea, che effettuerà ulteriori strette sui tassi nel corso del secondo semestre dell’anno in corso, produrranno senza dubbio degli impatti sui mutui, soprattutto lato domanda. In particolare, è possibile fin da subito delineare 3 possibili scenari: 1. la paura che il progressivo aumento dei tassi porti ad un contestuale rincaro troppo forte della rata mensile potrebbe portare i nuovi mutuatari a prediligere il tasso fisso, soprattutto in un contesto economico quale l’attuale, caratterizzato da un’inflazione in continua crescita e da una diffusa instabilità sul fronte economico. In un contesto come questo è importante sempre valutare la propensione al rischio delle famiglie, in quanto la differenza odierna tra il miglior mutuo a tasso variabile e il miglior mutuo a tasso fisso è ancora molto forte e tale da ingolosire coloro che guardano con grande interesse il valore assoluto del tasso. 2. il continuo rialzo dei tassi potrebbe far riaccendere i riflettori sul tasso variabile indicizzato BCE, ovvero il tasso ufficiale della Banca Centrale Europea. Si tratta di un tasso utilizzato per indicizzare dei mutui variabili introdotti con il “decreto anti-crisi” di fine 2008, in un momento in cui l'alto livello dell'Euribor causato dalla crisi di liquidità del sistema finanziario internazionale, aveva condotto ad una situazione di forte difficoltà per molte persone sottoscrittrici di mutui a tasso variabile. L’intervento legislativo richiedeva agli istituti di credito di affiancare ai mutui indicizzati Euribor anche prodotti legati al tasso controllato dalla Banca Centrale Europea a partire dal primo gennaio 2009. La domanda di questi mutui non è mai decollata, nonostante il tasso sia molto meno volatile dell’Euribor e il suo andamento risulti ben programmato e comunicato con anticipo, con possibilità di controllo molto più forti da parte del mutuatario. 3. nel medio-lungo termine e in caso di progressivo e continuo aumento dei tassi si potrebbe assistere ad un ‘risveglio’ dei mutui di surroga; questa tipologia di mutui ha rappresentato nel 2010 circa un 20% della domanda. La stabilità dell’indice Euribor a valori bassi negli ultimi mesi ha spinto molte famiglie a surrogare i mutui fissi in variabili; questa dinamica, con la previsione di tassi crescenti, potrebbe invertirsi, a conferma delle esigenze di tipo emotivo che governano la scelta di questo tipo di prodotto. |
